Il titolo è tristemente ironico. Con grande sgomento ho scoperto che, soprattutto nelle campagne, è ancora diffusa l'abitudine di bruciare i rifiuti e quindi di bruciare la plastica. Le ultime terribili notizie sulla carne proveniente dalla verde Irlanda hanno riportato alla ribalta la diossina. Ma la diossina, o le diossine in generale, possiamo molto facilmente produrle noi stessi.
Questo studio del 2000 dell'Ente americano di protezione dell'ambiente ha stabilito che il 35% delle diossine nell'ambiente viene prodotto dalle combustioni domestiche. Infatti basta bruciare un innocuo sacchetto di plastica e, come per incanto, si liberano nell'atmosfera innumerevoli diossine. Ma quanto sono tossiche le diossine? Tantissimo, basti pensare che già alcuni picogrammi (cioè un millesimo di miliardesimo di grammo) di diossine producono un danno genetico conosciuto. Le diossine stabili sono circa 200 e una volta diffuse nell'ambiente si inseriscono facilmente nella catena alimentare, ad esempio nei grassi animali, ed è difficilissimo estirparle. Bruciare i rifiuti senza nessun tipo di accortezze, come quelle adottate nei moderni inceneritori, diventa quindi una delle azioni più inquinanti che un uomo possa compiere.
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