Dopo aver detto che il profumo e la confezione non sono variabili che possono influenzare l'acquisto di un prodotto da parte di una persona adulta e razionale, il passo successivo è prendere confidenza con le etichette di ciò che compriamo e non solo degli alimenti che magari già osserviamo (grassi idrogenati, ogm e quant'altro) ma anche detersivi e altri prodotti per l'igiene e la cura personale.
Per quanto riguarda i detersivi per il bucato tradizionali vanno scartati quelli che contengono sbiancanti ottici (quelle sostanze che non eliminano le macchie ma le coprono); inoltre il resto delle sostanze si sa è dannoso e quindi dobbiamo tenerlo presente non sprecando il prodotto se non vogliamo passare a prodotti meno inquinanti.
Per scegliere dei cosmetici impariamo a leggere l'INCI, cioè l'elenco degli ingredienti in ordine decrescente di quantità contenuto nei cosmetici. E' obbligatorio per legge. Se non c'è, scartiamo direttamente il prodotto.
E' ovviamente incomprensibile per la maggior parte di noi, ma se ci impegniamo un attimo possiamo imparare dei trucchetti:
controlliamo che non ci siano questi ingredienti:
verifichiamo la qualità degli ingredienti sul biodizionario: digitando il nome di un componente, appare un bollino rosso, verde o giallo. Da questi colori a semaforo si può capire se il componente è naturale e consigliato, o non lo è affatto. Non necessariamente un buon prodotto deve avere tutti i pallini verdi. Certamente verdi devono essere gli ingredienti che stanno al primo posto nella lista, perché di quell'ingrediente è maggiormente composto il prodotto.
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