A casa abbiamo una classica stampante a getto d'inchiostro che viene usata saltuariamente. Purtroppo molto spesso la cartuccia dell'inchiostro nero, proprio per questo motivo, si esaurisce anzitempo. Da sempre ci riforniamo in uno di quei negozi che raccolgono le vecchie cartucce e le ricaricano. Ma questa volta ci siamo spinti oltre e abbiamo sperimentato un'alternativa alla sostituzione completa della cartuccia: abbiamo provato a ricaricarla in casa acquistando un kit per la ricarica che consiste essenzialmente di boccetta con apposito inchiostro liquido e relativa siringa.
Il titolo è tristemente ironico. Con grande sgomento ho scoperto che, soprattutto nelle campagne, è ancora diffusa l'abitudine di bruciare i rifiuti e quindi di bruciare la plastica. Le ultime terribili notizie sulla carne proveniente dalla verde Irlanda hanno riportato alla ribalta la diossina. Ma la diossina, o le diossine in generale, possiamo molto facilmente produrle noi stessi.
Ecco un altro simbolo che mi ha incuriosito. Di solito compare con un numero al suo interno seguito dalla lettera M. Si chiama PAO che sta per Period After Opening. E' un codice abbastanza intuitivo e significa che il prodotto, una volta aperto, si conserva per il numero di mesi indicato. La direttive europee 76/768/EEC e 2003/15/CE lo hanno reso obbligatorio per i prodotti cosmetici di durata inferiore ai 30 mesi, con qualche eccezione che non manca mai. Mi sono chiesta se una scelta ecoconsapevole debba prediligere prodotti con un PAO lungo oppure quelli con un PAO corto.
Dopo aver scritto un post sulle borse di stoffa da usare al posto di quelle di plastica mi è stata mossa l'obiezione: "Ma allora cosa uso per buttare il pattume? Va bene evitare le buste di plastica del supermercato ma poi mi trovo costretto a comprare dei sacchetti di plastica per gettare l'immondizia".
Qualche tempo fa ho scritto sull'esistenza della bioplastica in alternativa alla plastica che ha progressivamente formato un'isola nel Pacifico, il famigerato Pacific Vortex.
Una delle cose che più mi ha colpito leggendo e osservando il desolante scenario del Pacific Vortex è stata la scoperta di numerosi spazzolini da denti che galleggiano e che contribuiscono in larga misura alla costituzione del mostro.
Senza rendercene conto siamo sommersi dai simboli e dai codici che abbondano sui prodotti che usiamo e comperiamo. Ho deciso di investigare il significato di questi nuovi geroglifici del mondo moderno.
Chi non ha mai avuto uno spiacevole inconveniente causato da una gomma da masticare - chewing gum - gettata in strada o peggio attaccata furtivamente sotto banchi, tavoli, sedie, sedili o panchine alzi la mano.
Da tempo, quando acquisto apparecchi elettrici o elettronici faccio attenzione che abbiano uno dei contrassegni ROHS come quello che vedete qui accanto.
ROHS è un acronimo inglese e sta per Restriction of Hazardous Substances Directive. Indica una direttiva europea, emanata sin dal 2002, che prevede una restrizione nell'uso di 6 particolari sostanze durante l'assemblaggio di apparecchiature elettriche e/o elettroniche. Le sostanze sono:
In attesa dei sacchetti di plastica biodegradabile, stanca di accumulare plastica ogni volta che facevo la spesa, mi sono organizzata raccogliendo varie borse di stoffa resistente e quando vado al supermercato posso rispondere: "No, grazie" alla cassiera premurosa che mi chiede: "Serve il sacchetto?".
E' vero che il costo di un sacchetto di plastica è trascurabile e il risparmio non è così evidente, però oltre ad aver fatto qualcosa per l'ambiente trovo che le borse di stoffa siano più confortevoli da trasportare, soprattutto se scelte coi manici lunghi e portate a spalla.
In casa abbiamo la pessima abitudine di raccogliere le briciole utilizzando un mini aspirapolvere. La giudico una pessima abitudine perchè in fondo basterebbe usare paletta e scopino, però vedere la sporcizia che scompare magicamente fornisce una certa soddisfazione.
Quando non viene utilizzato, il marchingegno riposa nella sua stazione di ricarica e al momento del bisogno è pronto ad agire, finchè un giorno, troppo vicino, le batterie ricaricabili si esauriscono... E poi?
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